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CIÒ CHE RESTA DELL'INGHILTERRA
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"Jarman ha fatto parlare il silenzio e ha reso visibile ciò che non si vede" "Sensualità, sarcasmo, Storia, sentimento: "La luce livida di Derek Jarman ha illuminato il cinema "Con Derek Jarman lo stile ha sovvertito la sostanza" "Wittgwnstein, Caravaggio, Jarman: tre filosofi, tre poeti, tre visionari. Tutti degni l'uno dell'altro." Scritto mentre l’autore stava girando The Last of England, questo libro è la storia dei suoi film e della sua vita. Non a caso le ricche illustrazioni presenti nel testo legano episodi e riflessioni di Jarman in un vero e proprio montaggio cinematografico. Ben più di un diario, racconta l’Inghilterra dai ’60 agli ’80 alle prese con il mito degli Stati Uniti e della droga, ma anche di pasolini e Warhol; riflessioni che si intrecciano con i drammi personali dell’artista: la solitudine infantile, l’omosessualità, la madre che-sorrideva-sempre, il padre ex militare nella Raf, l’Aids. Preziose e appassionanti le riflessioni di Jarman sul cinema: dall’analisi del lavoro del regista quando diventa “l’esperienza di un’anima”, alla descrizione delle tecniche di scrittura nel corpo a corpo con i limiti costrittivi di una sceneggiatura. Un libro profondo e illuminante, sorretto non tanto dallo sguardo del cineasta, quanto piuttosto da quello del pittore, attento al tratteggio dei chiaroscuri attraverso cui lascia parlare i dettagli. Il libro contiene il dvd di The Last of England, mai distribuito in Italia e per la prima volta con i sottotitoli in italiano. |
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